Autodeplumazione dei Pappagalli

La sindrome da autodeplumazione è una delle condizioni patologiche più frequenti nei Pappagalli in cattività e sicuramente quella su cui circola più disinformazione. Ciò non sorprende, data la complessità di questa condizione, che è esclusiva dei Pappagalli in cattività.
Se riflettiamo sul fatto che per un uccello il piumaggio è protezione, termoregolazione, capacità di spostamento, nonchè identità individuale e di specie e mezzo di comunicazione fondamentale coi propri simili e con gli altri animali, sarà più facile comprendere come un Pappagallo che arriva a danneggiare questa struttura così importante per lui sta esprimendo una profonda sofferenza, che può derivare dalla sfera fisica, da quella ambientale/gestionale o da quella emotiva/relazionale.
Per questo motivo, il principale ostacolo all'aiuto di questi Pappagalli è proprio la dannosissima convinzione che l'autodeplumazione sia segno di "stress", sottintendendo che non ci si possa fare niente e quasi che sia una bizzarria del soggetto, una sua debolezza.

Invece dobbiamo capire che un Pappagallo che si autodepluma è un animale che chiede aiuto: e il primo, fondamentale, modo per cominciare ad aiutarlo è comprendere la complessità della condizione e cominciare ad escludere le possibili cause organiche del fenomeno. A questo scopo è necessaria una visita accurata presso un veterinario aviare, corredata di alcuni importanti esami collaterali: esami del sangue, radiografia in due proiezioni, batteriologia, citologia, dosaggio dello zinco nel sangue, test delle principali malattie infettive, determinazione del sesso, esame endoscopico sono alcune fra cose che il veterinario potrà proporvi. Attenzione perchè una veloce occhiata al Pappagallo nella gabbia con un esame feci ambulatoriale in nessun caso può essere sufficiente per valutare lo stato di salute di un Uccello. 

Parallelamente è importante rivedere bene la gestione del Pappagallo: dove è alloggiato, quanto spazio ha a disposizione, quanto viene lasciato libero e dove, se ha dei giochi, se li usa e come, quante ore dorme e dove, cosa mangia (spesso ciò che viene fornito e ciò che viene effettivamente consumato sono cose ben diverse!): a volte dettagli apparentemente insignificanti si rivelano invece determinanti per il benessere di un animale. Ricordiamo che specie diverse hanno esigenze diverse e che anche i membri della stessa specie sono individui, quindi non esistono soluzioni universali applicabili a tutti, anche se certamente si possono tracciare delle linee guida generali. 

Infine, la parte più strettamente comportamentale: ben lungi dall'essere semplicemente "stress", la patologia comportamentale dei pappagalli è complessa come la loro psiche: difetti dello sviluppo emozionale e cognitivo, problemi relazionali, errori di comunicazione, vere e proprie nevrosi come ansie e fobie sono comuni soprattutto in certe specie, Cenerini e Cacatua in primis. Per questo motivo raccomando caldamente di farsi seguire da un esperto in comportamento fin da subito, per imparare come funziona la mente di un Pappagallo, complessa quasi quanto la nostra ma in maniera diversissima: partire col piede giusto consentirà di trarre il massimo dalla relazione col nostro nuovo amico, consapevoli di fare il massimo per assicurargli una vita piena e felice anche nel nostro mondo artificiale.